Lo psicologo libero professionista è un piccolo imprenditore






Il mio modo di lavorare e la mia crescita professionale è notevolmente cambiata da quando faccio una programmazione annuale. A dire il vero ho sempre avuto una passione per i business plan anche da neolaureata, quando cercavo di capire come avviare la professione di psicologo. E questa ricerca di metodo ha fatto la differenza per la crescita del mio lavoro. Ancora rimango stupita di come tanti colleghi psicologi vivano alla giornata, pressati tra un progetto e un altro, tra tante collaborazioni, senza avere un "retro-pensiero" di quale business costruire.


QUANDO LE COLLABORAZIONI SONO TROPPE


Proviamo a vedere da vicino alcuni dei grandi miti che molte colleghe psicoterapeute perseguono all'inizio della loro professione. Non dobbiamo inseguire 1000 collaborazioni e dire "sì" a qualsiasi progetto o proposta. Se nei primi tempi appena laureate può essere utile anche per sperimentarci in diversi contesti, io ti suggerisco di togliere invece di aggiungere. Il tuo obiettivo finale come professionista sarà di avere non più di 2-3 progetti all'anno con altrettante collaborazioni. Oltre questo numero, rischi di sperdere troppo le energie e il tempo, e non riuscire a far crescere seriamente il tuo studio privato.



I RISCHI DEL PASSAPAROLA


Credere di dover riuscire ad originare, come prima cosa, un virtuoso circolo di passaparola per avviare lo studio privato è un enorme passo falso. Non possiamo pensare che l'obiettivo finale del nostro lavoro sia avere nuovi pazienti grazie al passaparola, perché se per caso il passaparola ha una battuta d'arresto, quale altro strumento abbiamo per generare nuovo lavoro e nuovi appuntamenti? E' sempre meglio investire in strumenti di visibilità di cui abbiamo il controllo ( per esempio il blog ) e il passaparola potrà essere una bella conseguenza di una buona strategia di marketing e soprattutto della qualità del nostro lavoro in studio.


LO PSICOTERAPEUTA E' UNA DITTA INDIVIDUALE


Lo so che molte colleghi storcono il naso. Parlare di "ditta" come se lo psicoterapeuta avesse a che fare con prodotti e non con il delicato benessere delle persone, stona con i nostri valori. Tuttavia nessuno dice che tu debba essere una sporca capitalista attaccata al vil denaro, ma sicuramente alla fine del mese devi far quadrare i conti. Quindi non puoi pensare di aprire uno studio privato e vedere come va... E' importante che tu pianifichi cosa fare per raggiungere i tuoi obiettivi sia di crescita professionale ( per esempio con una formazione aggiuntiva o con una nuova supervisione settimanale ) e sia di crescita economica ( quanto vuoi guadagnare quest'anno? e tra 3 anni? ).


I MIEI CONSIGLI PER COME PROCEDERE


1.Parti subito, prova quindi a rivedere tutto il progetto che hai mente per avviare o far crescere ulteriormente l'attività libero professionale.
2. Prendi carta e penna, o vai sul pc, e butta giù il tuo piano con tutti i dettagli e gli obiettivi che vuoi raggiungere.
3. Inizia a ragionare come se fossi una piccola imprenditrice, che tipo di servizi o interventi fornisci, con quali tipo di pazienti vuoi lavorare, come pensi di pubblicizzarti e promuovere l'attività di psicologo, dove avrà sede il tuo studio privato, chi sono i tuoi consulenti (commercialista, supervisore, consulente web marketing, web designer, ecc.), chi sono i tuoi partner (medici e professionisti vari, associazioni, ecc.), quanto dovrai guadagnare nel primo anno e prosegui mettendo nero su bianco tutti gli aspetti salienti del tuo progetto.
4. Pianifica tutto il tuo progetto con un'agenda, crea un calendario con tutte le azioni da eseguire, tenendo d'occhio i tuoi obiettivi per questo anno.

Ricorda che all'inizio può essere utile darti obiettivi piccoli e raggiungibili e man mano che cominci a capire come si sta muovendo la tua attività, potrai correggere il tiro. Tuttavia non mettere da parte i grandi sogni e tienili come macro-obiettivi a cui puntare nel futuro.

Fin da subito ho sempre pensato che la psicologa libero professionista se vuole crescere deve essere innanzitutto un piccolo imprenditore e questa definizione non deve fare paura.


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