Come promuoversi come psicologo senza sentirsi a disagio


TAZZA DI TE SUL TAVOLO DI LEGNO

Esiste un modo per fare marketing per gli psicologi che non ci danneggi e ci aiuti meglio a comunicare la professione dello psicologo? In questo post ti racconto come puoi adattare alcune tattiche di marketing senza sentirti a disagio e comunicare con più efficacia il tuo lavoro.


Era il 2005 e volevo far crescere il mio studio di psicologia. Fino a quel momento mi ero basata sugli invii di pazienti che mi facevano i medici o i colleghi psicologi più anziani. Ma non ero in grado di avere un'entrata sufficiente per licenziarmi dal tempo indeterminato come educatrice e chiudere il contratto da psicologa che, senza grande entusiasmo, rinnovavo ogni anno dentro un'unità asl.
A quell'epoca i siti web delle psicologhe degli Stati Uniti mi sembravano venuti da un altro pianeta: articoli con un linguaggio comprensibile a chi non avesse una laurea in psicologia e un master in psicopatologia, servizi che parlavano con il cuore ai pazienti-lettori, e non elenchi inutili di quanti titoli avesse lo psicologo. Insomma quello era comunicare. Quello era il risultato di studio e progettazione di una strategia di marketing.
Quando ho iniziato a lavorare come psicologa libero professionista ho avuto molta difficoltà a trovare testi di marketing o comunicazione che si adattassero al mio lavoro. Ci sono tante modalità per la promozione o la gestione del business che, per chi fa lo psicologo, non sempre sono adattabili.
Questo fu uno degli scogli importanti che dovetti affrontare: tradurre le tattiche di marketing, e un certo stile comunicativo, al delicato mestiere dello psicologo.
Io credo che fare la psicologa vuol dire lavorare sulla relazione tra te e il paziente. Poi si potranno usare mille tecniche, ma il succo del lavoro, e della cura, è quello che accade tra psicologo e paziente. Quindi cosa dirai, come parlerai, le immagini che userai, tutto in una certa misura entrerà nella relazione tra te e il paziente.
Ho stilato qui di seguito un piccolo elenco (ma sono certa che a te verranno in mente altri esempi) di modi per promuovere il tuo business da psicologa, che possiamo modificare per adattarli al nostro lavoro e sentirci non solo meno a disagio, ma soprattutto evitare che una splendida tattica di marketing danneggi il nostro lavoro:


RECENSIONI DEI PAZIENTI DELLO PSICOLOGO

Le recensioni dei pazienti sono piuttosto infattibili ( per la privacy e, soprattutto se hai un approccio psicodinamico, sai che qualsiasi richiesta avvenga nella relazione con il paziente dovrebbe avere una valenza terapeutica ). In alternativa se desideri avere dei feedback, ti consiglio di realizzare piccoli seminari e al termine dell'evento lasciare dei questionari di valutazione del tuo intervento oppure, se i partecipanti si sono iscritti via mail, mandare qualche giorno dopo un questionario online da compilare con le loro opinioni sul tuo lavoro.


SODDISFATTI O RIMBORSATI DALLO PSICOLOGO

Se i pazienti sono insoddisfatti della terapia non li si rimborsa o altro, ma l'insoddisfazione è materiale stesso del lavoro terapeutico. Altra situazione è invece se tu commetti dimenticanze come scordarti un appuntamento (succede purtroppo e a volte la supervisione ci viene in aiuto) e se magari il paziente arriva da lontano, potresti non far pagare la seduta successiva.


PASSAPAROLA CON AMICI E FAMILIARI PER LO PSICOLOGO NON FUNZIONA

Il paziente che fa una buona pubblicità e ti invia familiari o amici intimi, in linea di massima non è una strategia perseguibile, perché si tende a non seguire in terapia contemporaneamente persone congiunte o intime; puoi comunque sfruttare questo circolo virtuoso del passaparola, inviando questi pazienti ad altri colleghi, che ogni probabilità t'invieranno in futuro i pazienti che anche loro non possono seguire.


REGALI E RINGRAZIAMENTI AI PAZIENTI DELLO PSICOLOGO

Una tattica di marketing molto caldeggiata è l'uso di regali o premi fedeltà per i clienti affezionati, magari piccoli doni personalizzati. Questa è una pratica a cui dobbiamo proprio rinunciare. Ma proviamo come sempre ad adattarla al lavoro di psicologa: se fai un workshop di mindfulness puoi decidere di regalare ai partecipanti un file audio di una tua visualizzazione guidata o un pdf che raccolga tutti i tuoi post più interessanti sul tema degli attacchi panico.


AUTENTICITA' SUI SOCIAL PER LO PSICOLOGO

Ultimamente avrai sentito che tante sono le discussioni sui social sul valore di comunicare in maniera autentica. Molte le posizioni, anche discordanti. Questo è un tasto molto delicato per una psicologa che usa il web come strumento per il suo lavoro, perché essere del tutto veri non può tradursi nel condividere tutto quello che riguarda la tua vita. Per tutta una serie di motivi: troppi elementi del privato di una psicologa indubbiamente inquineranno il lavoro con il paziente e potrebbero portarlo a non sentirsi libero di condividere tutto quello che pensa, per paura di non essere in linea con quello che sa essere l'esperienza della sua terapeuta (pensieri politici, religiosi, esperienze dolorose vissute, problematiche familiari, gusti e abitudini, ecc.); un altro motivo è che se quello che comunichi non ha nessun nesso con il tuo pubblico, perché comunicarlo? Ti svelerò una cosa molto importante che ho capito in tanti anni di lavoro con le persone: ai pazienti non interessa un fico secco di chi sei e cosa fai, anche se apparentemente potrebbe sembrare il contrario, a loro importa che tu possa aiutarli e accompagnarli in un percorso di crescita e sostegno. Parlare troppo di sé equivale a volte a dimenticare di restare focalizzati sulle persone che ti seguono sul web che, diciamolo, nella tua comunicazione dovrebbero essere la cosa più importante per te. Quindi il mio consiglio è di essere autentici, raccontando piccole riflessioni o pubblicando foto, ma che siano sempre legate al tuo lavoro e alle tematiche psicologiche e relazionali che affronti professionalmente.


CASI STUDIO DELLO PSICOLOGO

D'accordo, ora mi dirai che Freud sui casi studio ha costruito la sua fortuna editoriale.
Tuttavia, al di là della questione della privacy, parlare dei casi che stiamo seguendo è un terreno molto scivoloso, perché mette in campo tutta una serie di fantasie da parte di chi ti segue: se vado da questa dottoressa parlerà anche di me? Se non do il consenso a parlare del mio caso poi la dottoressa si offende? Se non parla del mio caso è perché sono una situazione disperata o non sono un paziente "bravo"?
Ricordati che i casi clinici che seguiamo sono una miniera di spunti di riflessione per il nostro lavoro, quindi puoi raccogliere le domande e le situazioni che vedi a lavoro, per scrivere un post di riflessione su alcuni temi. Avrai tantissimo materiale originale, legato proprio al tuo target, ma senza andare sul personale.

Bene. Hai altre idee per comunicare e promuovere il tuo lavoro di psicologa ma ti sembrano impraticabili? Prova ad adattarle alle tue esigenze rispondendo a 3 semplici domande:
  1. Il mio paziente potrebbe sentirsi condizionato negativamente?
  2. Al mio paziente interessa?
  3. C'è un altro modo per fare una cosa simile?
E ora mettiti a lavoro!

Vuoi un aiuto per capire come muoverti per avviare la tua attività di psicologa? MENTORING PER PSICOLOGI è un servizio di consulenza online dove grazie alla mia esperienza quasi ventennale nella libera professione, posso aiutarti concretamente a fare chiarezza sul tuo lavoro. Tutti gli strumenti e i consigli che ti offro sono testati e provati su di me e su altre colleghe che ho aiutato nel corso degli anni!





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